Salvini: chi è costui?

Salvini: chi è costui?

Articoli su fatti e misfatti (pochi, almeno per ragioni cronologiche!) del governo “più Salvini che Conte”, sono rintracciabili in ogni angolo del web.

Talora ben pensati e qualche volta ben scritti, riescono ad esprimere efficacemente il consenso e l’entusiasmo che il volubile popolo italiano troppo spesso concede con ingenua generosità e che anche questa volta non lesina al leghista divenuto, in un giro di polka, prima filo-sudista ed oggi accanitamente nazionalista.

Personalmente, e credo con me buona parte dei lettori di OF, comprendo la nuova passione giallo-verde dei connazionali seppur con le cautele (moltissime) che si devono quando le imprese sono appena cominciate e i protagonisti volubili.

Sentir riecheggiare al governo alcuni indiscutibili slogan forzanovisti non mi dispiace affatto né mi immalinconisce che altri siano riusciti a portarli, almeno apparentemente, più lontano di quanto si sia fatto noi: se la cura funziona, è irrilevante il medico che la somministra! Che poi noi si sia stati sempre dalla stessa parte mentre gli altri vagavano è ora assolutamente irrilevante, come non pertinente la considerazione che, se non ci fossimo stati noi la fiamma, e con lei la speranza, oggi forse sarebbe definitivamente spenta.

Al momento però, è innegabile che Salvini funga da medico e da tedoforo. Ad essere onesti, più che un medico a me pare uno stregone; i detrattori lo hanno declassato da tedoforo a piromane. Sia quel che sia è riuscito nell’impresa che così bene non riuscì nemmeno a certi vecchi democristiani: divenire uno e trino, rosso e nero… oltreché verde.

Salvini fa il partigiano quando canta “Bella ciao” con i suoi fan rossi ed è “fascista” quando strizza l’occhio ai neri con citazioni inequivocabili. Avendo capito che sia i filo-partigiani che le camicie nere non rappresentano esattamente la maggioranza degli italiani, si fa intendere anche dalla casalinga di Voghera e da quella di Catania; corteggia spudoratamente le signore che leggono “Oggi”  e dimostra dimestichezza col linguaggio che piace alle vecchie zie, non dispiace a quelle più giovani e non stona neppure alle orecchie del laureato, più o meno attempato!

Matteo appare sottilmente paravento quando si presenta come “ministro e papà” (“papà”, non “padre”) e notevolmente paraninfo quando, memore della recentissima mania degli italiani per cani , gatti e pappagalli, scrive post a loro dedicati!

Salvini è “fratello e amico di Israele”, ma nel 2015 non vi era potuto entrare per la sua “vicinanza a gruppi fascisti”. Salvini è filo-americano, ma fu contrario ad un intervento statunitense in Siria. Per Salvini, tempo addietro, Assad era cattivo, poco più tardi non lo era più o almeno non troppo. Salvini era e rimane innamorato di Putin.

“Uno, nessuno, centomila”… esattamente ciò che un politico, in certi momenti, dovrebbe essere. Se è l’inizio di una grande commedia “pirandelliana” o di una vera rivoluzione non è dato sapere, almeno per ora.

Constato comunque che è la prima volta, dopo tanti anni, che un ministro usa il metro del buonsenso. Non sarà molto, ma per come era ridotta l’Italia, pare già di essere a Lourdes… attendiamo il miracolo!