Il quartetto Cetra

Il quartetto Cetra

Come in ogni occasione, che ci si dedichi agli alti affari o ai più prosaici, ci vuol fortuna. Matteo Salvini ne ha avuta, almeno fino ad ora.

Va detto che è bravo di suo, ma sulla dolce strada di politico in ascesa ha incontrato quattro personaggi che stanno contribuendo in maniera determinante al suo successo: si tratta di Anna Ascani, di Alessia Morani, di Laura Boldrini e di Maurizio Martina.

Ogni volta che costoro aprono bocca o scrivono un post, il consenso per Salvini sale, puntuale e ineluttabile, come la febbre di pomeriggio.

Siamo al 60% di gradimento e il “Quartetto Cetra” della politica italiana sta perdendo ogni barlume di lucidità. La “statista” Boldrini è arrivata a scrivere che “Salvini deve pensare di più agli italiani”. La Morani lo accusa di non essere riuscito a respingere abbastanza migranti (!!!???), si inquieta per le sue vacanze al mare e non trova requie per la porchetta da costui offerta ai deputati leghisti. Anna Ascani, non nota per essere proprio il cardinal Mazzarino della scena politica nostrana, ama bollare i nuovi arrivati di incapacità, qualsiasi cosa dicano o facciano. Incapaci a prescindere! Viene dalla scuola renziana e se lo può permettere.

Parlare con asprezza di Maurizio Martina non mi riesce facile. Sempre più magro, sempre più pallido, lui sì, sempre più “profugo”, si è messo a far dichiarazioni sul futuro del PD che sono ai limiti della fantascienza e, poche ore fa, ha accusato per iscritto l’attuale governo di aver tagliato i fondi per i disabili, dimenticando che il taglio fu fatto da Gentiloni nel cui governo lui sedeva non come acchiappamosche, ma in qualità di Ministro.

Glielo hanno ricordato e il poveretto, scolaretto distratto, ma diligente, ha cancellato il post!

La Boldrini, che in questi giorni non dimentica le grandi battaglie social-linguistiche contro l’idioma nazionale  e continua ad affogarci di ministre ed assessore, ha dichiarato, nero su bianco, di essere spaventata dall’emorragia di giovani che dal Sud Italia emigrano all’estero, impoverendo così le  terre di origine. Chissà perché è una vita che promuove l’assalto africano al vecchio continente… evidentemente non ha particolarmente a cuore il destino dell’Africa, privata dei suoi uomini più giovani.

I nemici di Salvini sono però generosi e non mancano gli aiuti transnazionali! Una gran mano, infatti, gliela sta dando questa Unione Europea affetta da sciatalgia alcolica galoppante.

Merde alors, lo dice il lussemburghese, ma lo pensa il Vicepresidente italiano che sta tentando di guardare oltre i nostri pessimi vicini di casa: gli accordi bilaterali di cui parla  e che mi auguro possano trovare il successo che meritano, ci mettono poco a diventare alleanze politiche e, come Putin colpito dalle sanzioni impiegò un quarto d’ora scarso a rifornirsi di carne in Mongolia e di frutta in Africa, l’Italia con un po’ di fortuna e molta sapienza potrebbe trovare in altre nazioni, in altri mondi, in altri continenti, partner affidabili nell’attesa che i vertici di questa Unione Europea vadano dove i popoli europei li avrebbero dovuti mandare da un pezzo.

Il barcollante Juncker andrebbe accompagnato. La Boldrini pare si muoverebbe con mezzi propri (ma con soldi nostri, come prassi), avendo la signora dichiarato che in Africa si troverebbe benissimo. Lì le donne hanno problemi un po’ più rilevanti della “declinazione al femminile”.

Sarei curiosa di vedere cosa saprebbe fare a favore delle spose bambine, delle infibulate, delle ripudiate, ma per ora “Nostra Signora dei Migranti” in Africa è andata solo in stipendiatissimo pellegrinaggio…

E poi … che il buon Dio ce la mantenga qui in Italia. Come aiuta lei l’ascesa degli identitari europei… mai nessuno, nemmeno Saviano!