Persecuzioni anti-cristiane, un appello al Santo Padre

Persecuzioni anti-cristiane, un appello al Santo Padre

Da Il Giornale apprendo la seguente affermazione del Papa: «C’è il rischio che i cristiani spariscano dal Medioriente». Io sono un papista e sono convintissimo che il Papa, quando parla ex-cathedra, sia infallibile e credo che questa infallibilità, in qualche modo, si dovrebbe riverberare, in forma di autorevolezza, anche nelle dichiarazioni non ex-cathedra, che giocoforza è sollecitato a fare nel suo rapporto col mondo.  

Però… Santo Padre, se ne accorge adesso? Non è che tra qualche scambio di banalissime e sciocche idee con Scalfari, qualche proclama col quale, senza volerlo, lei ha lasciato intendere che noi italiani dobbiamo vergognarci per la scarsa propensione all’accoglienza e tra non poche considerazioni più sindacalisteggianti che cattolicamente pastorali, le è sfuggita la situazione in cui versa un pezzo importante del suo gregge? Ossia gli arabi cristiani, i quali, in terram infidelium, continuano a testimoniare il Vangelo di Gesù mentre qui da noi non pochi sacerdoti a lei vicini lo inquinano con l’irenismo tanto gradito alle Boldrini, ai Scalfari, ai Saviano, ai Toscani e compagnia starnazzando?

Santo Padre, la prego soccorra quel pezzo del suo gregge perché qui da noi volano solo parole che lei potrebbe stroncare con una sana scomunica dall’alto del suo magistero, lasciando a bocca asciutta quei parolai irenisti; ma laggiù gli «N’srani», i nazareni, li sgozzano e le «N’srani» si divertono a violentarle per il solo fatto di essere N’srani.

Dopo di ché, irrompa all’ONU come una furia, si tolga le scarpe e (sì, proprio come quel bolscevico senza Dio che era Kruschev) le sbatta sul tavolo, difenda noi Nsrani dai lupi d’Oriente e d’Occidente, denunci chi, senza kalashnikov (perché manco ha il coraggio di imbracciarne uno), perpetra una strage di innocenti pretendendo sia lecito abortire i feti; difenda il crocefisso nelle aule di scuole e tribunali, nonché nei nostri ospedali; gridi alto che intorno a noi ci sono i cattivi e li identifichi chiaramente, non esiti, Santo Padre, lei più di noi sa chi sono i cattivi, li additi e denunci chiaramente i loro propositi e ci dica quanto sono cattivi questi propositi, non li discuta con uno Scalfari qualsiasi.

Santo padre, in Yemen dal 2015 c’è una guerra senza quartiere contro gli sciiti Houti scatenata dai cattivi d’Oriente e d’Occidente, glieli indico quei ribaldi, li conosciamo bene perché sono tutti nostri alleati: Egitto, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Marocco, Senegal, Sudan, i contractor dell’americana Blackwater, gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra,  la Turchia e il Canada. Alcuni di quei paesi – Egitto, Giordania, Marocco, Senegal – si sono impegnati, in quella guerra, in maniera limitata, per questioni di real-politik (hanno bisogno di dollari per far campare le loro popolazioni), ma l’Arabia Saudita e i paesi del Golfo, gli Stati Uniti, il Canada, la Francia e l’Inghilterra che ci stanno a fare? E la Blackwater che ci fa laggiù? Quanto al Sudan, è evidente che anche lui vi ha aderito per i petrodollari sauditi ma vi trova il suo intimo convincimento e gaudio perché appartiene a quella schiera di paesi islamici ove impera il wahhabismo per cui – proprio come per i sessantottardi padri delle Boldrini, dei Saviano, dei Toscani uccidere un fascista non era reato – per questi, non è reato uccidere uno sciita Houti o un kafir cristiano.

I musulmani sciiti Houti non fan parte del nostro gregge ma sono, in qualche modo, nostri «fratelli» nella questua di Dio, per cui si tolga le scarpe anche per loro e le sbatta  forte sul tavolo della più idiota ed inutile delle burocrazie mondiali.

Lasci perdere gli Scalfari, le Boldrini, i Saviano, etc, «non si curi di loro ma guardi (li benedica con riserva perché sono eretici) e passi», loro sono la moda culturale, loro sono  gli scribi e i farisei ipocriti, mentre i nazareni d’Oriente e d’Occidente e gli Houti sono la fede, la vera fede, quella non negoziabile, la fede dei nostri duemila anni di identità.