Perché sono forzanovista

Perché sono forzanovista

Questo sarà il mio primo articolo scritto in prima persona, perché desidero comunicare, attraverso questo giornale online, le mie impressioni personali e fare da ponte tra il mondo forzanovista e “il resto”.

Scelsi questo movimento nel 2008, quindi questa è la mia prima decade da forzanovista. Dopo un anno passato in un partito di destra capii che, pur essendo più semplice intraprendere una carriera politica anche a livello locale in quel partito, non vedevo prospettive per un miglioramento in senso sia spirituale che materiale della Nazione. Decisi quindi di prendere la tessera del partito di Roberto Fiore.

A differenza del partito precedente, a cui aderii poiché ero un ragazzino sostanzialmente affascinato dal Ventennio, in Forza Nuova trovai qualcosa che andava ben oltre il semplice nostalgismo, sentimento che, col tempo, imparai a ignorare se non addirittura a ripudiare, poiché considero ormai anacronistico e dannoso pensare di riportare in vita ciò che non c’è più.

Quello che mi colpì principalmente furono gli otto punti. Ovviamente, sono sempre stato contrario all’immigrazione e a favore della Famiglia tradizionale e alla formazione delle Corporazioni del lavoro. Ma erano tutte idee dettate più da una presa di posizione ideologica che da un ragionamento.

Leggendo gli 8 punti non ho trovato solo una serie di dogmi da fare propri per essere accettati da una comunità, ma 8 spunti di riflessione. Li lessi tutti e mi chiesi se potevo o no essere d’accordo e perché; essendo state tutte le risposte positive, capii che potevo essere un forzanovista. Le idee erano le mie, quelle che avevo sempre avuto ma a cui non diedi mai importanza (ad esempio quella sull’aborto o sulla massoneria) e che scoprii di avere ragionando su quanto era scritto con spirito critico. Non cambiai il mio pensiero per aderire, ma lo feci evolvere. Ed è continuato ad evolvere dopo 10 anni.

Quello che però mi stupì fu il trovare un ambiente completamente diverso da quello che gli avversari, e non solo di sinistra, dipingevano.

Nessuno mi insegnò mai che la violenza gratuita contro i “neri”, i “gay” o i “compagni” sia legittimata dalle idee (cosa che invece avviene proprio in certi ambienti della sinistra antagonista). Non trovai un gruppo di fanatici con la testa rasata con il tirapugni facile, né dei teppisti. Trovai invece persone normali, forse un po’ troppo sognatori, ma mosse dall’amore per il proprio popolo/nazione e non dall’odio.

Si sono create nuove amicizie, se ne sono perse altre. Qualcuno se n’è andato a metà percorso, qualcuno invece si è aggiunto. Ci sono state paure, risate, litigate e bevute.

Ma siamo ancora qui. E finché esisterà Forza Nuova, esisterà un’Italia per cui varrà la pena di combattere e di amare.