Presentazione “Il Campo dei Santi”

sabato
10 giugno 2017
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Prosegue il tour promosso da Ordine Futuro con la presentazione del profetico romanzo “Il Campo dei Santi” di Jean Raspail, che, per sarcasmo e irriverenza, ben si accompagna a Silvia Valerio delle Edizioni di Ar (Padova), curatrice delle presentazioni che ravviveranno i nostri circoli OF, a partire da Roma il 25 febbraio prossimo.

I fautori del multiculturalismo e della società liquida che si incontrano in questo romanzo e i presagi di un mondo nuovo prossimo a nascere dalle ceneri dell’Occidente, non sono cassandriche iettature, dal momento che essi di poco si discostano dagli intellettuali nostrani dei nostri giorni, preoccupati che il loro condizionamento ideologico sui giovani non sia mai abbastanza.

Raspail è talvolta fotografico, quasi scenografico nel rappresentare l’orda di disperati che solcano l’Oceano.
Essi sono contrapposti a noi non solo per estrazione sociale e provenienza geografica ma ancor di più per coscienza e orgoglio di appartenenza alla propria razza: semplicemente, uno dei nodi principali che Raspail ci ha lasciato da sciogliere, lo specchio del Vecchio Continente sofferente e l’arma vincente contro tali occidentali macerati nel senso di colpa d’esser bianchi e nativi di una terra feconda, e timorosi come agnelli che cercano di reclamare la pietà della “bestia”, nella speranza di esser macellati per ultimi.

Siamo noi, ora, ad essere protagonisti di questo dramma, chi nelle vesti del manipolo goliardico di irriducibili a difesa di questa “fortress Europe” sempre più dissestata, chi in mezzo alla folla festante che accoglie un mondo selvaggio al prezzo di essere calpestato e dissolto sulla sabbia.

Oggi è ancora più sentito il bisogno di avvicinarsi ad un testo che mai vedremo sugli scaffali delle librerie di massa, ma che trova il suo habitat nei circuiti tanto più ristretti quanto più sensibile è l’animo in grado di accogliere il significato che Raspail ha voluto lasciarci in eredità: nessun prontuario, quindi, su come affrontare il tramonto dell’Occidente, ma le coordinate del mondo attuale di cui noi abbiamo il beneficio, l’onore e l’onere di saper leggere quelle righe e tradurle in Azione.